Le forme contrattuali più utilizzate in Italia: alimento puro per il precariato
Durante le trasmissioni televisive o radiofoniche si sente parlare generalmente di lavoro ed assunzioni; raramente le voci illustri che intervengono, entrano dettagliatamente in merito alle diverse forme contrattuali che costituiscono il quadro del mercato lavorativo italiano.
L’esercito dei tirocinanti
Le forme contrattuali maggiormente applicati sono di vario genere. Prima in classifica è quella dello stage; questa prevede un rapporto contrattuale tra tirocinante, ente promotore ed un’azienda privata o pubblica. L’ente promotore dovrà garantire la presenza di un responsabile che si occupa dell’aspetto didattico ed organizzativo, mentre l’azienda si impegnerà a fornire la figura di un responsabile interno che sia punto di riferimento per lo stagista. Per i laureati lo stage prevede una durata non superiore ai 12 mesi. Il riconoscimento di un eventuale rimborso spese sarà a discrezione dell’azienda.
Seguono, nelle applicazioni contrattuali, quello a tempo determinato ed il contratto di inserimento. Il contratto di lavoro a tempo determinato presuppone una scadenza finale che deve essere espressa per iscritto al momento della stipula, mentre quello di inserimento sostituisce il precedente contratto di formazione e prevede sì un termine di scadenza esigendo però, al contempo, la redazione di un piano di lavoro finalizzato all’acquisizione delle competenze professionali.
Solo il 16% dei rapporti di lavoro è gestito dalle forme contrattuali a tempo indeterminato: non prevdeono una scadenza finale ed il lavoro (full-time o part-time) è regolato dal Contratto Nazionale Collettivo.
Fatta la legge…
Esiste, infine, un numero consistente di forme contrattuali il cui utilizzo è in costante crescita. I contratti a progetto, quelli di apprendistato ed i contratti di somministrazione del lavoro costituiscono insieme più del 15% delle forme usate in Italia.
Soprattutto il contratto di somministrazione e le varie tipologie di contratti di collaborazione, vengono molte volte utilizzati modo improprio o per legittimare una retribuzione del lavoro non adeguata, nutrendo in questo modo il mondo del precariato. Così come accade che il contratto a progetto venga utilizzato per un tipo di rapporto che, di fatto, si rivela un impiego a tempo determinato, avviene che il contratto a somministrazione venga usato per il ripetersi infinito di contratti a termine.
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