Situazione economica italiana e mercato del lavoro

Slogan lavoroDopo il dramma economico della Grecia e le disastrose condizioni in cui versano Spagna e Lettonia, l’entità del debito pubblico italiano è il problema che maggiormente desta preoccupazione in ambito europeo.

La lettera delle buone intenzioni

Il consiglio europeo chiede pressantemente all’Italia i dettagli e le esatte scadenze entro le quali saranno messe in atto le riforme che il governo italiano si è impegnato ad attuare nell’ambito delle imprese pubbliche, della giustizia, del sistema fiscale e del mercato occupazionale, con la lettera d’intenti del 25 ottobre 2011. Tale lettera definisce i cambiamenti che l’Italia prevede di mettere in pratica al fine di venire a capo della propria crisi economica. Secondo quanto dichiarato nelle quindici pagine, l’Italia si impegna a modificare entro gennaio 2012 le norme restrittive attualmente in vigore, che regolano la concorrenza e l’attività economica. Entro febbraio 2012, invece, saranno applicate nuove misure che favoriscano l’imprenditoria, mentre entro il mese di aprile dello stesso anno saranno attuate le modifiche atte a combattere in modo più mirato ed efficace l’evasione fiscale. Per il mese di giugno 2012, infine, è prevista la definitiva abolizione dell’articolo 18 che limita alla giusta causa la possibilità di licenziamento da parte delle imprese. Anche il sistema pensionistico sarà soggetto a radicali cambiamenti: dal 2029 l’Italia si adeguerà a Germania e Francia e gli italiani, uomini e donne, dovranno attendere il sessantasettesimo anno di età per poter andare in pensione.

L’incertezza professionale di domani

Dal 2012, quindi, il mercato del lavoro italiano si troverà a fare i conti con i licenziamenti più facili. Se da un lato si è intenzionati a controllare in modo più efficiente il corretto utilizzo di forme contrattuali atipiche come i contratti a somministrazione e che spesso vengono usati in modo improprio, dall’altro l’abolizione dell’articolo 18 agevolerà le modalità di licenziamento per le aziende del futuro o le nuove assunzioni di imprese già esistenti.

Foto: daxuomovolante – Fotolia

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