Il precariato
Cresce il numero dei poveri in Italia. Cresce a tal punto che ci si è visti costretti a classificarli in due categorie. C’è la categoria dei poveri assoluti: comprende coloro che vivono o, piuttosto, sopravvivono con 550 euro al mese. Quasi otto milioni di persone. C’è poi la categoria dei poveri relativi:include quelli che dispongono di 800 mila euro al mese, che svolgono lavori precarie non hanno alcuna certezza di un futuro. Circa 11 milioni di persone; 11 milioni di poveri assoluti in potenza.
La fuga dei cervelli
Che i talenti italiani fuggano verso altre nazioni è un dato oramai noto. Così come tutti sappiamo che, nei prossimi anni, questo fenomeno non tenderà a diminuire. Anzi.
Differenza tra flessibilità professionale e precariato
Precariato e flessibilità, due termini con cui, in Italia, i giovani ed i meno giovani che sono alla ricerca di un impiego, devono fare i conti. Due definizioni che non sono affatto sinonimi. Eppure in molti casi la flessibilità professionale si trasforma purtroppo in precariato.
Le forme contrattuali più utilizzate in Italia: alimento puro per il precariato
Durante le trasmissioni televisive o radiofoniche si sente parlare generalmente di lavoro ed assunzioni; raramente le voci illustri che intervengono, entrano dettagliatamente in merito alle diverse forme contrattuali che costituiscono il quadro del mercato lavorativo italiano.
Situazione economica italiana e mercato del lavoro
Dopo il dramma economico della Grecia e le disastrose condizioni in cui versano Spagna e Lettonia, l’entità del debito pubblico italiano è il problema che maggiormente desta preoccupazione in ambito europeo.
