Iniziano le analisi delle Menti Flessibili e Precarie.

07-12-2008
La Repubblica degli Stagisti è un chiaro esempio di visione e trasposizione delle proprie idee lavorative in forma dissociata dalla realtà.

L'autrice basa la propria lavorazione su alcuni assunti quali il principale è dato dal suo motto:

In un mondo del lavoro snaturato dall'abuso dello strumento dello stage, legioni di ragazzi tra i 20 e i 30 anni cominciano a cercare un impiego rassegnati a sentirsi proporre solo stage, gratuiti o malpagati. E' giusto che enti e aziende se ne approfittino così? Raccontate la vostra storia di stagisti. Cerchiamo di cambiare le cose!

In appoggio al motto, abbiamo una lista di aziende, denominata Lista dei Buoni, per il semplice motivo di corrispondere alle persone scelte per effettuare uno stage presso di loro un rimborso spese. Facciamo a questo punto un passo indietro, per dare un'occhiata alla legislazione vigente sugli stage in Italia. I regolamenti sono quindi chiari, a prescindere da singole idee personali:

- Lo stage è qualcosa di fondamentale per far incontrare aziende e mondo del lavoro;
- Allo stesso tempo, lo stage non è lavoro, ma formazione on job, e come tale va preso e considerato. Quando lo si accetta e lo si prende in considerazione, si deve sempre avere come riferimento il fatto che è di base proprio questo e null'altro. Sviluppi positivi spesso successivi allo stage ce ne possono essere e ce ne sono, ma non fanno parte dello stage in se, essendone una sua diretta e possibile conseguenza.

Tornando alla Lista dei Buoni, scopriamo dopo un'attenta indagine che si tratta di una lista composta principalmente (circa 90%) di multinazionali o ditte facenti capo ad holding operanti a livello multinazionale, e cioè:

Magneti Marelli - multi - Reckitt Benckiser - multi - Alfa Romeo - multi - Shell - multi - Groupama Assic. - multi - Procter & Gamble - multi - Berco Spa - multi - Kellogg's Italia - multi - Sava - Fiat - multi - 3Italia - multi - SKF - multi - Banque PSA Fin. - multi - Carrier - multi - Deloitte - multi - Nestlé - multi - Selex - multi - Piaggio - multi - Adecco, - multi - 3M Italia - multi - Luxottica - multi - Ibm - multi - Dompè farmac - multi - Vodafone Omnitel - multi - Philips - multi - BNL - multi - Cardif - multi - GlaxoSmithKline - multi - Barilla - multi - Gruppo Bistefani - multi - Société Générale - multi - Atradius - multi - GE Oil&Gas - multi - Alstom Transport - multi - Euronics Italia - multi - JPMorgan - multi - Autogrill - multi - Capgemini - multi - Crif - multi - British Telecom - multi - Merck Generics - multi - Thales Alenia - multi - Prometeo mediaz. - multi - Telecom Italia - multi - Citroen Italia - multi - Zucchetti - multi - Studio Lovells - multi - Bosch - multi - Randstad Italia - multi - AXA Assicurazioni - multi - CGT Caterpillar - multi - Poltrona Frau - multi - Iveco - multi - Grazia (Mondadori) - multi - Flair (Mondadori) - multi - Renault Italia - multi - Geo (Gruner Mondadori periodici) - multi - Mars Incorporat - multi - Kelly Financial - multi - Phard - multi - Hertz - multi - Mondo Home Entertainment - multi - Eaton srl - multi - Cedati - Altran Group - multi - Goodyear - multi - Mondadori

Di contro, abbiamo un numero piccolo di ditte non multinazionali, ma dotate di un forte connotato di operatività internazionale, e cioè:

Pentagroup - mezza - Carglass - mezza - Lutech - mezza - Libreria Hoepli - mezza - Arachno

Infine, abbiamo un ulteriore sparuto gruppo di aziende che effettivamente faticano a varcare i confini italiani, e sono:

Bonola Case - no multi - G11 consulenza - no multi - Cipriani gruppi - no multi - T-Connect - no multi - Feltrinelli - no multi - Automotive - no multi - Sesamo Software

Scopriamo quindi che la Lista dei Buoni è semplicemente e a livello di base una lista di aziende grandi e molto grandi, dotata di forti connotati di internazionalità, compresa la spesso forte presenza di proprietà estere all'interno del Capitale Sociale delle stesse aziende.

Tutto questo fotografa la realtà italiana degli stage? Secondo Eleonora Voltolina certamente sì: gli stage sono fruiti principalmente dalle grandi e grandissime imprese. Le Stime di Sportello Stage, invece, ci dicono cose diametralmente opposte, come segnalano anche gli amici di prime in maniera corretta. Chi ha ragione quindi?

Tendiamo a dare ragione in maniera chiara ed univoca alla Vision di Sportello Stage: mentre in questo caso la propria analisi è incentrata proprio sul mondo degli Stage, nel caso di Excelsior Eleonora si arrabbatta a cercare all'interno di una ottima ricerca che parla oggettivamente d'altro - mondo del lavoro e non mondo della formazione - 2 piccoli trafiletti all'interno di 300 pagine e oltre. Un po poco per dare connotati di serietà a questo tipo di intervento.

Molto Interessante e centrato in quest'ottica anche il commento che di Eleonora Voltolina e delle sue visioni viene fatto da una Stakastagista DOC.

Ma attenzione, forse con il passare del tempo sono arrivate le prime risposte. Quello che doveva essere un blog di servizio da parte di una ragazza appassionata del settore sembra essersi trasformato in qualcosa di diverso: la Repubblica degli Stagisti si è ora trasformata in una testata giornalistica con un logo registrato, avente pretesa di distribuire un bollino chiamato OK STAGE abbinato ad una ipotetica Carta dei Diritti dello Stagista.

Ora, a prescindere da tutti i quesiti giuridici ed etico/professionali che un'idea di questo tipo pone - ad esempio: che valore ha per un'azienda un bollino distribuito da un soggetto privato? Che leggittimità può avere un privato a proporre un qualcosa di questo tipo a carattere nazionale? - ci sono dei parametri fallimentari di base che proprio un sostenitore di questa iniziativa pone come suo punto di forza: l'operazione è un business commerciale.
Ovviamente non ci sarebbe niente di male, se questo concetto fondamentale non andasse a cozzare proprio contro i principi di sostegno e vicinanza ai ragazzi con cui si era aperta tutta l'iniziativa.
Eppure, da una rapida visita, andiamo a scoprire che le aziende dovranno pagare il bollino, e questa sarà una parte dei soldi che come ci viene raccontato serviranno a pagare il business e lo staff e a permettere loro di guardagnare il giusto.

Ora, non ci vorremmo sbagliare noi, o non vorremmo aver capito male, ma questo non doveva essere un progetto che mirava ad aiutare gli stagisti? Che ognuno - come è giusto che sia - si faccia le sue libere opinioni. Noi le nostre ce le siamo fatte da tempo. E come consiglio diciamo sempre ... diffitate ragazzi, se non siete certi precisamente di cosa c'è dietro.

                    La Repubblica degli Stagisti
 
 
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